Vellutata di patate e zucchine

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Oggi il tempo è cambiato, dal caldo torrido siamo passati alla pioggia e a temperature quasi autunnali.

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Per cena una calda vellutata è l’ideale.

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Vellutata di patate e zucchine

Ingredienti

4 patate

2 zucchine

1 scalogno

200 ml di panna di soia

500 ml di brodo vegetale

20 ml d’olio extravergine d’oliva

sale qb

Preparazione

In una pentola rosolate lo scalogno finemente tritato con un filo d’olio.
Lavate e tagliate le patate e le zucchine e aggiungetele allo scalogno.

Lasciate insaporire e continuate la cottura per circa 20 minuti aggiungendo poco alla volta il brodo vegetale.

A fine cottura frullate il tutto, aggiungete la panna, aggiustate di sale e proseguite la cottura per altri 5 minuti.

Servite caldo e guarnite con patate a julienne croccanti e un filo d’olio a crudo.

 

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Pioggia

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza

una sonnolenza rassegnata e amabile,

una musica umile si sveglia con lei

e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio.

 

È un bacio azzurro che riceve la Terra,

il mito primitivo che si rinnova.

Il freddo contatto di cielo e terra vecchi

con una pace da lunghe sere.

 

È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori

e ci unge con lo spirito santo dei mari.

Quella che sparge la vita sui seminati

e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo.

 

La nostalgia terribile di una vita perduta,

il fatale sentimento di esser nati tardi,

o l’illusione inquieta di un domani impossibile

con l’inquietudine vicina del color della carne.

 

L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,

il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,

ma il nostro ottimismo si muta in tristezza

nel contemplare le gocce morte sui vetri.

 

E son le gocce: occhi d’infinito che guardano

il bianco infinito che le generò.

 

Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco

e vi lascia divine ferite di diamante.

Sono poeti dell’acqua che hanno visto e meditano

ciò che la folla dei fiumi ignora.

 

O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,

pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,

pioggia buona e pacifica, vera pioggia,

quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

 

O pioggia francescana che porti in ogni goccia

anime di fonti chiare e di umili sorgenti!

Quando scendi sui campi lentamente

le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

 

Il canto primitivo che dici al silenzio

e la storia sonora che racconti ai rami

il mio cuore deserto li commenta

in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

 

La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,

tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,

ho all’orizzonte una stella accesa

e il cuore mi impedisce di contemplarla.

 

O pioggia silenziosa che gli alberi amano

e sei al piano dolcezza emozionante:

da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze

che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!

Garcia Lorca

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